sabato 19 dicembre 2015

Pietro Guarnotta

      Relazione di presentazione del volume di poesie
                            "  Dal mare che non c'è " di Calogero Restivo

Puntualmente, ogni qualvolta un lettore apre un libro per affacciarsi ad un testo
sconosciuto, inconsapevolmente, formula le sue personali aspettative, basandosi sui
primi dati che il volume stesso gli consiglia: le dimensioni del tomo, il nome
dell'Autore, il titolo, l'immagine di copertina, le eventuali fotografie e informazioni in
quarta di copertina. Lo stesso ipotetico lettore, poi, incuriosito dalla gradevole veste
editoriale, come tutti noi freudianamente legato all'istintività infantile, si pone la
domanda: mi piacerà? Considerando subito dopo-si spera- che , ad un certo livello
di maturità intellettuale, le nostre scelte non devono più essere abbandonate
esclusivamente in balia di un archetipo e primordiale principio del piacere, ma vanno
convertiti in opzioni di valori.
Il presente intervento tenta, senza  alcuna pretesa di riuscita, di raggiungere  un duplice
obbiettivo: da un canto, offrire una gamma più ampia di elementi anticipativi sui
contenuti ed una guida critica volta a proporre chiavi di lettura che favoriscono un
approccio ermeneutico altrimenti possibile solo dopo varie letture di tutti i
componimenti; dall'altro, accompagnare il lettore lungo l'appassionante itinerario di
scoperta di tutti gli inaccessibili territori dell'anima che l'autore ha sapientemente
mimetizzato tra i propri versi.
A tal fine, vi invito a seguirmi in questa non facile caccia al tesoro, con la bussola
dell'attenzione e la cartina dello studio.

Il primo luogo di questa mappatura, punto di partenza, è costituito dall'intima
motivazione che spinge il poeta a comporre: dire di se per parlare dell'uomo,ossia
dell' umanità tutta. Nella poetica del Restivo, il canto diventa strumento comunicativo
essenziale del suo essere nella storia e-nel contempo- modalità espressiva dell'animo
umano, del sentire di ciascuno e di tutti: infatti nell'atto stesso della trasmissione di
contenuti emotivi ed affettivi in apparenza strettamente personali, la sua voce ci induce
a riconoscere i numerosi punti in comune e le molteplici similitudini tra la nostra
dimensione spirituale e la sua. La lirica soggettiva si fa inno corale.

        Segue

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