venerdì 27 dicembre 2013

FINE ESTATE

Attingo ricordi alla memoria
come acqua da un pozzo
di cui il fondo non s'indovina
in questa cieca sera di fine estate.

Come in un film
davanti agli occhi chiusi
scorrono immagini che sembrava
il tempo avesse cancellato per sempre.

La " Fioriera" senza fiori  ricordo
che i contadini avevano scelto
per farvi della aie
su cui pestare le poche spighe
che i lampi di guerra avevano risparmiato.

Mi pare ancora di sentire i lamenti
( o erano canti?)dei contadini
dietro muli denutriti costretti dalla corda
legata al polso del trebbiatore e dalla frusta
che lambiva fianchi dolenti
a girare in tondo come falene impazzite.

Sedute ai margini del cerchio
che i capricci del vento disegnava di paglia
visi segnati da ansie e  da stenti.

Le donne
cariatidi senza tempo in eterno lutto
sgranavano poste di rosario in silenzio


Da " Lanterna sul mondo" ddi calogero restivo
ERANOVA Editrice

mercoledì 25 dicembre 2013

AFFETTI (A mio Padre)

Vorrei parlare con te
e raccontarti tutto come un tempo
quando a passi incerti mi avviavo
per gli impervi sentieri della vita.

Dirti che non capivo la tua guerra
di soldato bambino
che mi narravi
seduti accanto al focolare
nelle sere d'inverno
perchè nei miei giochi di allora
c'erano solo eroi di cartapesta
che dopo inseguimenti e finte morti
si alzavano da terra come attori
intenti a recitare sulla scena.

All'ombra della pergola in giardino
un giorno mi porgesti le tue scarpe
una consumata dall'uso l'altra no
(sulle giogaie del Carso
avevi lasciato gamba piede e cuore)
e mi dicesti (fisso lo sguardo
a penetrarmi l'anima):
"Ora tocca a te correre"


Da " Lanterna sul Mondo" poesie di calogero restivo
ERANOVA Editrice

venerdì 6 dicembre 2013

PAESE



Dove la piena
impantanò le pietre
quattro case di morti
e un camposanto.

Le mosche ronzano
lungo lo stradone
sugli escreti dei muli
ed il sole 
incollato sulle ali.

Se la vita mi lascia
ancora domani da spendere
ritornerò a bere
la tua acqua amara
a  cercare se ancora 
sul dirupo "La Guardia"
il vento ha lasciato
appeso ai fichidindia
qualche brandello di sogno
che la realtà
non ha vinto...ancora.

1964

Da " Sogni e risvegli" di calogero restivo
Il mio libro. it  Roma

domenica 1 dicembre 2013

Giù nella valle

                          Giù nella valle, dove si sformano fisionomie  note e si decompongono
le ossa assalite dal tempo e dalla piogge che non trovano ruscelli a cui accompagnarsi
per farsi fiume,giacciono i miei cari, premio finale di una vita di ansie, spesa ad inventare
 certezze ai domani e speranze al futuro.
                          A  me, che la vita ha condotto da una riva all'altra di mari e fiumi, e
gente altra per linguaggio e costume, sbattuto,  come una bandiera ,dal vento dentro
 il temporale, il riposo  in quella valle è negata.

Da  " Poesie di volti e memorie" di calogero restivo
Prova d'Autore Editore Catania

lunedì 25 novembre 2013

Toccati dal vento

 

Molle l'onda
come l'ombra di pini
toccati dal vento alle cime
indecisa
dalla spiaggia si ritira
ed amante perfetto
in mille giocate forme
con le pietre  e gli scogli
tenta gli amplessi

Da " Primi voli" di calogero restivo
Ed. Il mio libro. it

sabato 23 novembre 2013

Attenti...riposo


A me non piace marciare

                ma
                camminare
                sostare
                andare
                per paesi e campagne
                e nei boschi
                per pascere pensieri
                o allevare illusioni

                parlare con la gente
                del sole
                che brucia l'erba
                appena nata
                e rende sterili i raccolti

               mi piace
               stupire gli amici
               con racconti di sogni strani
               o di avventure immaginarie
               ma senza accadimenti
             
              o disteso sui prati
              ascoltare il lavorio del seme
              che con dolore
              frange la zolla
              e partorisce virgulti
              che domani
             forse saranno giganti.


Da  "Lanterna sul mondo " di calogero restivo
Eranova Editrice
            

venerdì 15 novembre 2013

Tempo di Natale


Coriandoli di luci pendono dai balconi
per l'anno nuovo che arriva
il vecchio travolto dal' onda
di promesse non mantenute
corre incontro alla fine senza rimpianti.

Mia madre nel tempo di Natale
metteva un lumicino alla finestra
per indicare la nostra casa diceva
a Chi gli affanni sana e dispensa
miracoli di piogge per i campi riarsi.

Sguardo perso nella notte
cieca di luna e di stelle
sgranava poste di rosario
e posava un sorriso su di noi
vecchi e bambini assorti
attorno alla tavola imbandita
in racconti di favole e di eroi.

Mio padre narrava la sua guerra
di soldato bambino su montagne aspre
lontano dai domestici colli
di battaglie di gelo e strappi di mitraglia
aspettando il suono delle campane
che canterine nella notte fredda
annunciavano Gesù è nato.

Ed era
l'ora attesa della cena.

Da Rahal Mauth ed altre di calogero restivo
Ed: Il mio libro.it  Roma













mercoledì 30 ottobre 2013

Cacciatori di frodo

Sull'aia dove il vento mulinando
fa cerchi paglia sempre cangianti
attorno al niente
e pare che giochi come i bambini
nelle sere d'estate
sto appoggiato come a sorreggere
il muro rugoso della mia casa.

Di fronte lontane cime di monti
che la foschia rende tremolanti tele
appese  agli orizzonti.

Sull'aia dove si sono spente
speranze di raccolti generosi
siedo pensoso

Lontano bengala senza festa
bucano le ombre della notte

Cacciatori di frodo.

Il piombo che lacera le carni
mi sembra di sentire
e poi il silenzio.

Da " Rahal Mauth " di calogero restivo
Ed: Il mio libro. it  Roma



sabato 26 ottobre 2013

Da " Rahal Mauth "

................................................
Nella memoria
stampato è il ricordo

delle tue case di gesso
strette attorno ai campanili
come pecore negli ovili

del passo dei contadini a sera
grave della stanchezza di secoli

del sorriso della tua gente
amaro e disincantato
di chi tutto ha visto e compreso

.. . ...e dei silenzi.
....................................................


Da " Rahal Mauth" ed altre" di calogero restivo
Ed: il mio libro.it  Roma


martedì 22 ottobre 2013

Vorrei piangere

Ora che neve ammanta la tua terra
e gli alberi piangono l'agonia lenta
e poi la fine dell'estate
tua madre forse prepara la legna
per aspettare insieme il tempo buono.

Non so chi eri.

Avevi negli occhi colori di terre lontane
ed una parlata straniera?

Eri venuto in terra di conquista
marciando col passo sicuro
di nordici invincibili  dei
segnati dal destino
o amante della libertà
a scrollarci di dosso
il giogo del servaggio?

Solo una croce di te resta.

Vorrei piangere la tua giovane morte
o appendere corone di parole
alla tua memoria come fanno i poeti
per prolungare la tua breve eternità
ma non conosco il tuo nome.

Da " Primi voli"  di calogero restivo
Ed: Il mio libro.it  Roma


mercoledì 16 ottobre 2013

Luci e ombre



Ora che l'estate s'avanza
in autunni certi ma lenti
lasciami sedere sull'uscio di casa
a vedere il tempo che passa
assieme a folate di vento e di foglie
come fanno i vecchi
abbrutiti di ricordi e di noia.

Volare come le rondini fanno
dentro il temporale
impazzite di paura e di affanni
per il vento che si fa brividi di gelo.

E correre su prati verdi
ove trasporta la nenia della zingara
che a tratti regala paradisi
o minaccia improbabili castighi
finché la"cento "lire non l'acquieta.

Lasciami sedere sull'uscio di casa
a sentire i silenzi come i bimbi
che lanciati gli urli nel vuoto
aspettano che da distanze inesplorate
l'eco risponda.

(19979

Da " Sogni e risvegli" di calogero restivo
Ed. Il mio libro.it  Roma





martedì 15 ottobre 2013

La tela del ragno

Puoi ingannare la mosca forse che sul labbro muto per sempre indugia e sull'occhio spento per sempre. La mosca di te non si ubriaca nè il contatto l'immunizza che per lei l'intrico sottile della tela del ragno é la morte. Compagna dei miei giorni crudele non amica arrivi anche nei giorni di festa ed ospite indiscreta d'un subito di dolere e di inganni (2008) Da " Sogni e risvegli" di calogero restivo Ed. Il mio libro.it Roma

Quando l'attesa

Quando l'attesa vorrebbe farsi pianto e la paura di aridi domani mi stringe sudario nel silenzio alla timida luna fatta a fette dal vento che fa muovere le canne sciolgo canti. Ascolto il mio dolore nel silenzio come un bimbo gli inni che le donne cantano in chiesa oppure al camposanto quando l'attesa vorrebbe farsi pianto. (1964) Da " Sogni e risvegli " di calogero restivo Ed. Il mio libro.it

venerdì 11 ottobre 2013

Piccola telefonista

Sta a te, piccola telefonista dagli occhi stanchi e lo sguardo stanco e confuso da tanti dolori e tante gioie, che non ti appartengono ma ti turbano, creare da una speranza una certezza, annullare il silenzio e vincere solitudini. Ho paura dell'attesa, piccolo mostro che mi soffoca di più ad ogni attimo che passa, ma a te non importa, per te non sono che un numero sul cartellino rosa dove è segnata la chiamata, un suono nell'ansia di suoni che nelle tue orecchie si urtano e si confondono. Nessuno ha pensato di assegnarti, piccola eroina, una medaglia? Sei come l'Eterno delle attese e dolori fai giustizia e come premio tu dispensi il tempo. Puoi, per un attimo ancora, far tacere il dolore o dar corso alle gioie. -------------------------- 1964 Da " Sogni e risvegli" di calogero restivo Ed. Il mio libro. it Roma

martedì 8 ottobre 2013

I n c o n t r a r s i

Che si dicono
una foglia di quercia
ed una foglia di tiglio
se si incontrano sul selciato
grigio di pietra e di nebbia?

Vestite d'autunno
parlano di notti di luna
di sussurri di amanti
di oasi d'ombra
e di soli inclementi.

Si stringono la mano
nemmeno tentati gli abbracci
prima che un turbine di vento
o la ramazza dell'operatore
li trascini in incubi di spazi
a divenire indistinto marciume.

Se il vento è un alito
si fanno tappeto dei viali
a rendere morbida
la caduta ai vecchi
ed incruenta ai bambini

Da " Poesie di volti e memorie" di calogero restivo
Prova di'Autore Editore Catania

venerdì 27 settembre 2013

Vecchio macello

Davano sangue da bere ai bambini perché, rinsecchite le fonti di paura
e di fame, le madri non avevano più latte.
Sul muro bianco di calce, ove occhieggiavano cristalli di gesso sotto il
sole, come occhi di gatto in agguato nella notte, campeggiava la scritta
" Lunga vita al..." e sotto, appena leggibile " Macello".
Indolenti i cani nell'ombra, e l'afa toglieva quasi il respiro,stavano in
attesa di ossa da spolpare.
Monotona,la fontana vicina, mesceva acqua amara e il rumore di ruscello
che score in un letto di pietre sconnesse, si confondeva on il canto-nenia
delle lavandaie intente al loro lavoro.

Da " Poesie di volti e memorie " di calogero restivo
Prova d 'Autore Editore Catania

giovedì 26 settembre 2013

LA POESIA IN VETRINA C'é una musica

C'é  una musica dentro di me
che scorre lenta
come acqua di fiume
che inventa anse contorte
nel suo andare a diventare mare.

C?é una musica dentro di me
che quando i tramonti
si fanno trine delicate 
di colori vari
che il vento soffiando
varia e cancella
prende ritmi d'altri tempi.

Da  "Poesie di volti e memorie" di calogero restivo
Prova d'Autore Editore  Catania

domenica 1 settembre 2013

La Poesia in vetrina Formiche e cicale

Andare nella sera

mentre lenta
si inoltra nella notte

a graffiare la luna
che sempre mostra
un volto indifferente
e tace

mentre gli uomini

formiche impazzite

corrono incontro al niente
e cantano
cicale
incuranti
se ancora
domani
sono scritti
nel calendario della vita

Da " Senza un Fil Rouge " di calogero restivo
Eranova Bancheri Editrice

lunedì 19 agosto 2013

La poesia in vetrina

                                  Dove abitano i poeti

Dove abitano i poeti ora se nelle case che risuonavano un tempo di voci argentine
e di risa  regna il silenzio?
Sono partiti nel buio della notte, le scarpe appese alla spalla, come bisaccia ai
fianchi dei muli, per non pagare il prezzo del vivere quotidiano con complici
versi servili.
Dalle porte aperte ,  nelle case che furono dei poeti, si intravedono figure che piroettano
nell'ombra scomposte danze da ubriachi.
Dai silenzi profondi come gli echi nelle cattedrali gotiche, giungono illusioni di voci
che sembra declamino versi.

Da  " Poesie di volti e memorie" di calogero restivo
Prova d'Autore Editore Catania

mercoledì 7 agosto 2013

Blog di Calogero Restivo: LE MIE DONNE

Blog di Calogero Restivo: LE MIE DONNE: LE  DONNE  DEL  MIO  PAESE CHIUSO  TRA  MONTAGNE E  DIMENTICANZE SONO  SEMPRE  IN   GRAMAGLIE. ESPONGONO  IL  LUTTO  AL  SOLE COME  UN...

LE MIE DONNE

LE  DONNE  DEL  MIO  PAESE
CHIUSO  TRA  MONTAGNE
E  DIMENTICANZE
SONO  SEMPRE  IN   GRAMAGLIE.

ESPONGONO  IL  LUTTO  AL  SOLE
COME  UN  DRAPPO
CHE  IL  TEMPO  SCOLORA,

SACERDOTESSE
DI  UNA  RELIGIONE  SENZA  VANGELI
VENERANO  IMMAGINI

CHE  IL TEMPO  COLORA  DI  SEPPIA

DI  VECCHI  BARBUTI
PALUDATI  IN  POSE  STATUARIE
NELLA DIVISA  DELLA  DOMENICA.

NOVELLI  NUMI  TUTELARI
POSTI  IN  UN  ANGOLO  DELLA  CASA
CIRCONDATI  DA  FIAMMELLE  DI  LUMINI
RESI  INSTABILI  DA ALITI  DI VENTO

Da "Poesie di volti e memorie " di calogero restivo

Prova d'Autore Editore Catania








§

martedì 23 luglio 2013

Poesia inedita " Monumento al coraggio"


Tu che hai visto la luna da vicino
dimmi come sono le albe
ed i tramonti
come sono le valli e come i monti
e come appare la tera vista da lassù
piccola palla colorata d'azzurro
spersa nell'immenso nulla
abitata da milioni di formiche
che si credono aquile
senza avere le ali per volare.
"Monumento al coraggio"
mi piace chiamarti
che hai camminato sulle nuvole
e parlato con le stelle a tu per tu
come ho sognato di fare
e scritto tante colte
con le parole che ho chiamato versi
cosa si sente a vivere nel sogno
se il sogno diventa realtà?
Dimmi c'erano ancora gli angeli
ed erano contenti
d'essere ancora compagni
a tanta gente
distratta dai problemi della vita
o erano stanchi di corse
e notti insonni
ora che ai compiti assegnati
s'è aggiunto d'insegnare ai bambini
che volare è come sorridere alla vita?

Inedito( dedicato all'impresa del cosmonauta italiano) di calogero restivo
Tutti i diritti sono riservati secondo le disposiizioni  riguardanti i diritti d'Autore







lunedì 15 luglio 2013

Sulla " Sicilia " del 10 luglio 2013 Grazia Calanna pubblica " Poesia - Cammino nei paesaggi dell'anima

Il pensiero " Contraddisse e si contraddisse" formulato per se stesso da Sciascia, concittadino di Calogero  Restivo,  anch'egli di Racalmuto, sovviene leggendo " poesie di volti e memorie" ( Prova d'Autore). Il Poeta " immerso solitario e coraggioso in un mare senza fondo" propone un cammino condotto a ritmo intenso della franchezza e di gagliarde contraddizioni.
Del resto, sosteneva Hegel, l'antinomia è la regola del vero.
Calogero traccia, assieme a quelli esteriori ( e amatissimi), paesaggi dell'anima screziandone i contorni. " Non importa se seduto sull'aia a contare le stelle, il vento all'improvviso snocciola il rosario degli urli e sbatte in faccia la sabbia prelevata dal deserto".
Offre, leggiamo nella prefazione di Mario Grasso, " un canto lirico modulato con voce sommessa, sincera e disinibita".
 Conduce un itinerario ininterrotto, diversificato dalla ansietà di vivere da una fiorita sequenza di " propositi e speranze".
Nel ciclico gioco dell'alternanza delle stagioni, il silenzio  (" Vestirò di silenzio le mie ansie, le promesse mancate, i giuramenti al chiaro di luna, perchè le parole sono come l'aria che le porta lontano e cancella un timido alito di vento.") si contrappone alla parola ( " parliamo delle ansie e dei pericoli corsi, di modi scoperti di inventare i domani, che ogni giorno si facevano ieri spesi  in inutili attese. Non sapevamo di essere felici ") , l'oblio (" i miei ricordi sono casolari di campagna abbandonati, da cui i ladri hanno rimosso porte e finestre lasciando solo desolazione") ai ricordi("saltellano come marionette mosse dal puparo, che tiene i fili e fa avanzare ora l'una ora l'altra. Sono immagini che vengono dal passato, perchè la memoria le resuscita") , la rassegnazione
(" affiorano rimpianti assieme a ricordi, che non cambiano quanto scritto nel libro degli assegnati destini") alla speranza (" ho visto un uomo correre nella sera, inseguiva i tramonti, per prolungare all'infinito il giorno e vivere un'eterna gioventù senza domani,  l'ipotesi (" se fossi poeta metterei le ali ai bambini poveri, per vederli volteggiare liberi nel cielo, e non giocare nel fango di lividi inverni capricciosi"), alla certezza (" sono partiti nel buio della notte, le scarpe appese alle spalle, come bisacce ai fianchi dei muli, per non pagare il prezzo del vivere quotidiano con complici  versi servili"), incessantemente, come il chiarore al calar del sole. " SCRIVO "  svela l'autore di questo tesoretto della memoria, per sentire l'anima, per vedere i colori, per sentirne i contorni, per sfiorarla e sentire che è vero che la sua pelle è velluto come di pesca, ed ha la forma tonda come di mondo").
                                                         Grazia Calanna

sabato 13 luglio 2013

Continua appunti critici su "Poesie di volti e memorie" di Stefania Calabrò

Infine il passato è anche allusione a quello che è stato il tempo di Mussolini e del fascismo, ma rievocando il tutto in modo estremamente velato e accennando indirettamente alle politiche  e le spinte del regime, come accade nella poesia a pag.28 in "Suonano le campane" e in quella a pag.26 " Il quadretto". Nella prima vi è la reminiscenza della politica Mussoliniana volta alla creazione di famiglie numerose, perchè la popolazione numerosa era quella che poi si sarebbe potuto portare alle armi, basti leggere alcune righe di pag28: " Un tempo si piantava un albero quando nasceva un bimbo " Era un tentativo di vincere la guerra senza guerreggiare, un dire al nemico vero o immaginario " vedi quanti alberi abbiamo? non ti conviene..." Ancora a pag.26 in cui l'artista magistralmente fa cenno a un " fascio di luce" o a " bambini inginocchiati nel fango  che giocavano a disegnarsi il volto di nero come gli indiani nei film." senza mai espressi e espliciti riferimenti. Eppure ad una lettura attenta è possibile evincere l'idea antifascista dell'autore che parla di "gesti mimati" delle madri dei bambini che si dipingevano il viso...I gesti mimati per Restivo hanno più importanza delle parole. Il silenzio infatti ha più importanza delle parole, il silenzio si anima, i silenzi sono pacati(pag41) mentre nella poesia di Flora Somma il silenzio è ossimoro e si rumoroso, in Cakogero Restivo il silenzio è animato : " ha voce il silenzio e parole, basta sapere ascoltarlo", come scrive a pag.33 o ancora a pag. 39 " se ascolti il silenzio puoi udire voci che vengono da lontano", è talmente importante il silenzio che l'artista vorrebbe berlo goccia a goccia fino ad ubriacarsi dello stesso come fosse vino(pag.56).
Ultimo elemento che sento di dovere condividere con voi senza poterne fare a meno è la  grande capacità del poeta di personificare e d animare sia la natura che i soggetti astratti.
La natura compie azioni infinite, tanto che il poeta si rivolge per esempio alla montagna, e non solo, in prima persona; a pag.19 scrive: " te montagna, te vallata, te vecchio castello, te vecchia strada, te vecchio paese". La sera sorride, pag 25, ancora la sera " manda segnali di approdi", le spighe " solleticano pag.11, il sole  si posa sulla cima e indora il monte, l'onda culla le barche pag12, la terra si fa sposa, amante, compagna lungo i sentieri della vita  pag.13.
La poesia di Calogero Restivo è assai densa, si potrebbe stare a parlare per ore ed ore considerando gli innumerevoli spunti di riflessione che offre, anche sulla stessa concezione di poesia, cui dedica peraltro il componimento " Una poesia " pag.59 e e dei poeti pag 58 o ancora sulla figura di donna. L'autore ha tanto da dire e di esprimere e mi scuserete per non essermi soffermata su altri ed importanti elementi, ma non ne avrei nemmeno il tempo . Per concludere dunque vorrei leggervi una lirica che a mio dire ci spiega chi è l'autore: Il Poesta infatti ha dentro di se una musica e lo scrive  a chiare lettere a pag.28
                                     c'è un musica
" C'è una musica dentro di me, che scorre come acqua di fiume che inventa anse contorte nel suo andare a diventare mare. C'è una musica dentro di me, che quando i tramonti si fanno trine delicate di colori vari che il vento soffiando varia e cancella, prende ritmi d'altri tempi

                                                               Stefania  Calabrò

venerdì 12 luglio 2013

Continua da appunti critici ! su poesie di volti e memorie di Stefania Calabrò

  Direttamente correlato all'elemento del tempo  e dell'alternarsi di di stagioni e giorni  è il tema profondamenre sentito da calogero restivo del passato e conseguentemente della memoria, tanto da ritrovare nel titolo della silloge di poesie" Poesie di volti e memorie" proprio in riferimento alla memoria. Sicuramento è un trascorso che viene rivissuto dal poeta nel momento in cui lo stesso esterna il suo senso di nostalgia tramite la scrittura, per questo poc'anzi accennavo proprio al fatto che il foglio bianco diventa per lo stesso complice ma soprattutto confidente, un confidente al quale confessare i sentimenti e le malinconie, gli amori e gli affetti, che nella vita ci restano e nel cuore ci segnano, il foglio bianco è un confidente ma permette soprattutto di fissare definitivamente i ricordi sia belli, sia dolorosi: ciò concede al lettore una "comunicazione diretta" con l'autore, espressione precisata in prefazione, autore che trasmette sinceramente i moti dell'anima. Nel breve componimento a pag. 74, intitolato " Ma non sarà il tempo" ritroviamo tutti questi elementi. Ve la leggo: " Forse è il tempo che filato mi riporta i nodi e la malinconia della sera che vena di rosa pallido l'azzurro a proiettare sul muro di calce, come un film, un passato trascorso e non dimenticato: Rivissuto sanguina ancora come ferita profonda appena prodotta da improvvido gesto".Tra i ricordi legato al passato vi sono sicuramente il volto e i gesti della madre, che ritornano qua e là, in diverse liriche, prima tra tutte quella a pag.15 che è giustappunto intitolata " Sorriso di madre" Il passato che non è più e che torna costantemente e nostalgicamente fa" scollegare al lettore" la spina dalla contemporaneità di velocità supersonica , in cui il tempo per pensare sembra essere svanito: il lettore ha la sensazione di rallentare e viene catapultato nel periodo pre e post guerra, insomma quello vissuto dalle generazioni precedente alla mia in cui lo stile di vita era senz'altro diverso a quello di oggi,  e le fatiche fisiche, anche quelle compiute dalle donne, non erano certo quelle della nostra quotidianità. I villaggi era costruiti di pietra, pietra con cui era stata eretta la casa dell'autore e a ci è dedicata la poesia " La pietra" a pag. 16 che ricorda " resti di un villaggio reso deserto dalla peste e dirupato dal tempo". A tal proposito anche la poesia a pag18, intitolata " Mietitori" è un chiaro riferimento a quanto la vita fosse dura, nei tempi precedenti al processo di tecnologizzazione " acuta", infatti per il Restivo " ...i mietitori stanno, al misto di afa e sudore, la falce appesa alla spalla cotta dal sole...ammantati di malinconia e mistero, in silenzio". Ancora il passato è quel bambino che si rivolge in preghiera a Dio,  è quel bambino che non ha più fattezza e di bambino fuori, che ormai ha un corpo di adulto, ma che dentro è rimasto fanciullo: a pag.21: "Caro Dio...son quel bambino in ginocchio sugli scalini umidi dell'altare maggiore della chiesa di San Giuliano...Caro Dio sai che sono cresciuto e che si avvicinano gli anni della vecchiaia? E' tempo per  me di fare conto di quel tanto sperato e del poco realizzato nella vita..." Questa poesia è una delle mie preferite perchè permette al lettore di fare un balzo e tornare al presente; l'Autore fa infatti una precisa richiesta a Dio, a Ppag..23 appunta: " Caro Dio...hai mai pensato ad una nuova discesa sulla terra? Vi sono tante cose quaggiù che non vanno, sapessi...O era peggio l'altra volta?"  Il trascorso è costituito anche dalle rimembranze della gioventù vissuta, basti pensare che la parola bambini si ripete innumerevoli volte, come a pag.33, 34, 35,36, 46, 47, 48, 53, 54, 56, 62,63, e non continuo ad elencarle. Ma il passato è quel legame con l'esistenza che induce lo scrittore a definire che cosa è per lui la vitta,è pessimismo, malinconia, ma è vita, ed anche quello che deve ancora accadere e si mescola col pensiero delle domande cui l'uomo non avrà ma risposte, come il chiedersi che cosa vi sia dopo la morte. Si parla di vita per esempio a pag.18 nella poesia " Se piove", la vita è " pioggia incerta, schiava del vento e del caso" ed in innumerevoli altre poesie, ma la più bella secondo me è a pagina 25 ove la vita è paragonata ad una trottola" Nel momento in cui inizia il giro della trottola, si fermerà quando sarà finita la spinta che gli ha impresso lo spago.Non servono parole, bastano i silenzi"

                                                    CONTNUA

lunedì 8 luglio 2013

Appunti critici Di Stefania Calabrò su " Poesie di volti e Memorie " di calogero restivo

La poesie di calogero restivo rappresenta un esempio di poesia originale, la poesia della vita  e
esperienza, del fanciullo, della memoria. Calogero Restivo è il " poeta del tempo" se mi è concesso di usare questa espressione.
L'inconsueta abolizione dell'utilizzo del verso, cosa che viene sottolineata ed è stata caldeggiata da Mario Grasso, rende le liriche fruibili e tanto scorrevoli alla lettura da riuscire a fare immergere il lettore nel cuore e nell'animo dell'Autore, Autore che col foglio bianco si confida e diventa complice.
Non mi soffermo quindi sulla peculiarità di queste liriche e relativa alla abolizione del verso, in quanto già ampiamente spiegato in prefazione, ma su altri tratti che ritengo distintivi ed originali del poeta stesso.
Primo elemento che colpisce il lettore riguarda la chiara scansione delle tempistiche " il tempo che passa nel conteggio di ore" pag.20, mi riferisco alla precisa scansione delle stagioni, in particolar modo estati, primavere (" verrà la primavera, è cosa prevista e scritta nel calendario" pag.38) e autunni( in "perchè scrivo" pag.39 "  e se viene, denuda l'inganno di estati felici che riempivano di sogni gli inverni lenti al principio, alla chiusa degli autunni" ) e basti guardare a diversi titoli, come La lunga estate pag.34 o la Nuova primavera pag.35; mi riferisco inoltre alla sera si pensi alla poesia a pag. 75 " Non attendermi a sera "), l'alba, LA NOTTE, che tornano imperterrite a definire il tempo che scorre come sabbia del deserto, alla giornate che sui susseguono, si legga pag.20" Muore il giorno" : " muore il giorno finalmente o è  la sera che avanza?" o ancora a pag.38 " non ha pensieri la notte, nè parole , solo sospiri e silenzi ":
Il tempo quindi, " il tempo che consuma il futuro" ( come riportato a pag.17 ), come elemento sempre presente sullo sfondo delle liriche, il tempo che passa e che non torna, a pag. 20 l'Autore annota" il tempo che passa nel conteggio di ore, ne assaporo gli odori", o ancora il tempo rappresentato come elemento che nella vita è sempre presente senza provocare rumori, così è a pag. 38: " intanto il tempo passa silenzioso, va col passo felpato dei ladri assieme alla brezza di mare e l'odore di salsedine e ti inganna di sempre"

                                    Continua

domenica 7 luglio 2013

Brevi cenni di commento a " Poesie di volti e Memorie di Grazia Calanna.

Il pensiero"Contraddisse e si contraddisse" formulato per se stesso da Leonardo Sciascia, concittadino del nostro Calogero Restivo, anch'egli di Racalmuto, sovviene leggendo "Poesie di Volti e Memorie" ovvero, per usare le parole del curatore letterario Mario Grasso, " un canto lirico modulato con voce sommessa, sincera e disinibita.
Un viaggio incessante segnato dalle ansie del vivere ma, altrettanto, da una ricca sequenza di "propositi e speranze".
Calogero  disegna, assieme a quelli esteriori e amatissimi, i paesaggi dell'anima avendo particolare cura dei variegati contorni.
Calogero " immerso solitario e coraggioso in un mare senza fondo"( pag.44 ) propone al lettore un cammino ininterrotto condotto al ritmo martellante della verità e con essa, in quanto connaturale,di robusta contraddizione.
Del resto, come sosteneva Hegel (Tesi di abilitazione, 1801) " La contraddizione è la regola del vero come la non contraddizione è la regola del falso."
Vi leggo,raffrontandoli, alcuni passi in cui, nel gioco ripetitivo delle stagioni, il silenzio si contrappone alla parola, l'oblio ai ricordi, predestinazione e rassegnazione alla speranza, l'ipotesi alla certezza, così come l'alba al crepuscolo, incessantemente :pag,. 24-42A ( silenzi/ parola
pag.34 B - pag. 39 B 8 Oblio / memoria)
pag. 40 C - pag. 44C - 49C( rassegnazione, coraggio, speranza)
pag. 63D - 47D ipotesi-teorie utilissime e stimolanti per impostare peculiari certezze  - / ricerche
Concludo con due domande che prendono spunto dai suoi versi:" Non importa se seduto sull'aia a contare le stelle, il vento all'improvviso snocciola il rosario degli urli e sbatte in faccia la sabbia prelevata dal deserto che al di là del mare, disteso come gigante annoiato, immoto e solenne, aspetta che il tempo,in dune allineate come pieghe di ventaglio, ne ridisegni forme e contorni"
(da Amo le cose vere pag.70)
Potendo ridisegnarlo che forma e quali contorni darebbe al nostro tempo, e più genericamente, alla nostra esistenza?
" Scrivo per sentire l'anima per vedere i colori per sentirne i contorni, per sfiorarla e sentire che è vero che la sua pelle è velluto come di pesca, e ha la forma tonda come di mondo" ( da scrivo. pag.31)
Con i suoi versi per chiederle, dopo tanti anni intitolati con dovizia alla scrittura qual è stata,ad oggi, la sua più rilevante scoperta?

 Grazia Calanna (06/07/2013)

giovedì 13 giugno 2013

L'insegnante pensionato ai suoi ragazzi

Andando via,
col sorriso che languisce,
cerco di convincere l'altro me,
che -testardo-non capisce
sulla necessità
sulla improrogabilità,
del passo.

Un tremore inaspettato della voce,
della mano, della penna,
or tradisce
quel debole collasso
delle forze volitive
e non accenna
a riprendersi,a svagarsi...
anzi, con acredine colpisce,
e con modesta dose di crudeltà
sulla voce,sulla mano s'accanisce.

Non è niente, non fa male:
è solo un  tram del destino
è fatale: tutto finisce...
alle spalle, vigliacco, ti assale
ti travolge
e ti lascia lì disteso a guardare
i fili che oscillano nel vento
e si perdono, ignari del danno,
in parallelismo approssimato,
verso vie che questi occhi non vedranno.

Pensionato.

E' l'ultima diagnosi sociale
...e non c'è cura che vale
a scrollarsela di dosso...
Ma qualcosa dirvi posso
che giovi a rallegrare molto me
e un po' anche voi, spero:
in tasca m'è rimasto un bel pensiero,
uno di quei pensieri che,a sorpresa,
contrastan la tristezza,
la costringono alla resa
e - magia delle magie-
la mutano in allegrezza...

Questo pensiero porto come il fagotto
al bastone del viandante appeso:
leggero e gradevole è il suo peso
perchè raccoglie ogni suo possesso.

Dentro, pigiati, mille ricordi:
le vostre risate risuonavano spesso
fra i tristi muri, gli scomodi banchi
e le lavagne nere quasi sempre senza gesso!

E quelle malandrine occhiate
che spesso vi scambiavate
come per dire : " ma che vuole adesso?
mica ci vuole interrogare ?"
Oppure: " Non credo che vorrà spiegare"

Per voi, per voi, ragazzi miei
sia la vita l'eterna vacanza
che a tratti la scuola interruppe...
e che il lavoro stesso
presto sia lieve fardello.

Questo vi auguro adesso:
lavorare sia sempre bello
come per me è stato...
E se qualcuno di voi è davvero fortunato
troverà un lavoro coi fiocchi,
un lavoro in cui potrà
guardare ragazzi negli occhi,
godere di loro sorrisi,
sentir quei discorsi che restano incisi
per sempre in un posto...
un cantuccio nascosto...
un luogo da cui promana l'odore
di tante giovinezze...
un punto che poi scopri
fra la mente e il cuore...
e dimentichi quelle amarezze,
quel poco di dolore
che ogni vivere riserva per pietà
ad  ogni donna
ad ogni uomo
ad ogni uomo
di buona volontà

Pietro  Guarnotta

Per gentile concessione dell'Autore a cui sono riservati
tutti i diritti previsti dalle vigenti norme in materia





martedì 11 giugno 2013

AULA VUOTA

L'aula vuota echeggia ai miei passi;
cancella l'idea del tempo
la campanella che suona per nulla,
smisurato baratro la muta lavagna,
tristi zolle di prato senza fiori
i vecchi banchi verdi,
segnati da mille torture
di anime incomprese.
L'eco si perde in fantastiche voci
e le memorie m'assalgono:
la cattedra pensosa si chiede
a cosa è servita
a cosa servirà...

Pietro Guarnotta

La poesia viene pubblicata per gentile concessione dell'autore
a cui so riservati tutti i diritti previsti dalle vigenti leggi in materia.

venerdì 7 giugno 2013

ALBA IN COLLINA

Gelida follia di stelle
d'autunno inoltrato
trapunge frizzante
sogni umidi di rugiada

Il cielo si sveglia 
e in colorito baleno
torna l'urgenza di vivere
nel cuore logorato
da fugaci letizie.

Il vento soffia tra le valli
e dell'albero freme
ancora verde la fronda,
ma la radice é secca.

Sussulto nel lampo
di finestra che si schiude.

Il canto d'un gallo impettito
dà voce al giorno che nasce
un lamentoso muggire
si leva da una stalla
in un angolo ancora buio.

Le forme squadrate delle case
inconsapevoli turbano
le curve molli di questi colli.

Lenta sfuma la luna
e l'aria si accende del nuovo sole

La stradina è un fiume cinerino
che al suo mare scende:
un fanciullo passa correndo...
il resto è immobile affresco
scolorito e scrostato dal tempo,
dall'età, dalla vecchiaia

PIETRO GUARNOTTA

Per gentile concessione dell'autore. Tutti i diritti riservati
secondo le disposizioni vigenti in materie di diritti d'autore.



sabato 1 giugno 2013

Estate isolana

Tu umile animale da soma
a cui è negata anche la paternità
forse non sei contento
della nostra estate isolana
nè ti rallegra che ti addobbino a festa
con pennacchi e drappi
per farti apparire imponente
...un quasi cavallo.

Ti preparano con specchi rilucenti
nastri colorati e merletti
che sanno di cassapanca della nonna
e di chiuso
come le lenzuola della sposa
esposti all'ammirazione della gente
il giorno prima delle nozze
perchè carico di frumento e di paura
tu corra tutta la salita
di gradoni di pietra disuguali
il cuore in gola e tra spintoni e pugni
percorrerla fino a raggiungere l'altare
e inginocchiarti dicono i fedeli
davanti alla Madonna. 

"Purmisioni" li chiamano.

E' l'affanno della corsa e il peso che porti
cavaliere e bisacce piene di frumento
è la gente assiepata intorno
che ti segue e ti spinge
è il vociare che ti rintrona nelle orecchie
ed il rullare ossessivo di tamburi
che ti fa piegare le ginocchia.

Non so se pregano i muli
ma se lo fanno
sono certo che pregano i loro santi
che almeno in questo paese
l'estate non venga.


Da " Poesie di volti e memorie" di calogero restivo
Prova d'autore editore Catania

martedì 28 maggio 2013

domenica 26 maggio 2013

Presentazione libro "Poesie di volti e memorie"

 Ormai mancano tre giorni  alla presentazione del mio nuovo libro di poesie e sarà finalmente svelato  come sia possibile un libro di poesie senza i versi. Un esperimento ? Una innovazione per consentire una più diretta  comunicazione tra l'autore ed il lettore

                                Ci vediamo Presso la Pinacoteca della Provincia di Catania

                           in Piazza Manganelli all ore diciotto di mercoledì  29 maggio

venerdì 17 maggio 2013

A mia madre


Lo so, madre, ora lo so
che occorrono le ali per volare.

L'ho scoperto
seguendo le nuvole
lungo il cammino del tramonto

in un giorno d'estate

fino al dirupo "La guardia"
laddove le rondini

giunte sull'orlo del baratro

planano verso valle
quasi irridendo
ai salti a me proibiti.

Forse sorridi
là dove ora tu sei
e ti vergogni un poco
di questo tuo figlio
che parlava con la luna
e con le stelle

e che voleva le ali per volare
come le aquile come i gabbiani.

Tu non lo sai ma a volte

dalla finestra aperta sulla notte

sussurravo (o  era nel sogno?)
"se mi hai voluto e fatto"

come dici

"in un giorno d'autunno

che sapeva d'inverno

che ti costava metterci le ali?"

...e solo il silenzio
rispondeva.

Da " Rahal Mauth ed altre" di calogero restivo
Il mio libro. it  Roma

giovedì 16 maggio 2013

Tempo di Natale


Coriandoli di luci
pendono dai balconi
per l'anno nuovo che arriva.

Il vecchio

travolto dall'onda
di promesse non mantenute

corre incontro alla fine
senza rimpianti.

Mia madre

nel tempo di Natale

metteva un lumicino
alla finestra
per indicare la nostra casa
diceva
a Chi sana gli affanni
e dispensa
miracoli di pioggia
per i campi riarsi.

Sguardo perso nella notte

cieca di luna e di stelle

sgranava poste di rosario
mentre posava un sorriso
su di noi

vecchi e bambini

assorti

intorno alla tavola imbandita

in racconti di favole e di eroi.


Mio padre narrava
la sua guerra
di soldato bambino
su montagne aspre
lontane dai domestici colli
e battaglie
fatti di gelo e strappi di mitraglia
aspettando il suone delle campane
che canterine nella notte
annunciavano  Gesù è nato.

Ed era
l'ora attesa della cena.

Da "Rahal Mauth ed altre" di calogero restivo
Ed. Il mio libro.it   Roma

domenica 12 maggio 2013

Senza nome

Lo guardi perplesso
l'estraneo
venuto a scombussolare
il monotono di ogni giorno.

Non ha nome né età
come una vecchia foto
scovata in fondo ai cassetti
colorata di carne dal tempo.

Ha lo sguardo confuso
dal nuovo di luci violenti
e gli occhi arrossati
di chi insonni passa le notti.

Viene voglia di girarsi
e parlare all'intruso
ma l'inquietudine ti assale
e trasforma
in statua di indecisione.

Quella maschera mappata di rughe
infarinata di peli bianchi e radi
ora ti sorride  dallo specchio.

Sei tu l'estraneo

Da " Rahal Mauth  ed altre" di calogeto restivo
Il mio libro. it Roma




sabato 11 maggio 2013

Luci e ombre


Ora che l'estate s'avanza
in autunni certi ma lenti
lasciami sedere sull'uscio di casa
a vedere il tempo che passa
assieme a folate di vento e di foglie
come fanno i vecchi
abbrutiti di ricordi e di noia.

Volare come le rondini fanno
dentro il temporale
impazzite di paura
per il freddo
che si brividi di gelo.

E correre su prati verdi
ove trasporta la nenia della zingara
che a tratti regala paradisi
o minaccia improbabili castighi
finchè la cento lire non l'acquieta.

Lasciami sedere sull'uscio di casa
come fanno i bambini
che lanciati gli urli nel vuoto
aspettano
che da distanze inesplorate
l'eco risponda

Da " Rahal Mauth " ed altre di calogero restivo
Il mio libro. it Roma




venerdì 10 maggio 2013

Cacciatori di frodo


Sull'aia  il vento mulinando
fa cerchi di paglia
attorno al niente
continuamente cangianti
e pare che giochi
come fanno i bambini
nelle sere d'estate.

Sul muretto panchina
sto appoggiato
come a sorreggere
il muro rugoso della mia casa.

Di fronte
lontane cime di monti
che la foschia rende
tremolanti tele
appese agli orizonti.

Sull'aia
dove si sono spente
speranze di raccolti generosi
siedo pensoso.

Cacciatori di frodo
passano
il piombo che lacera le carni
mi sembra di sentire.

E poi il silenzio

Da "Rahal Mauth ed altre" di calogero restivo
Il mio libro.it Roma




mercoledì 8 maggio 2013

Nodosi mandorli

All'ombra di mandorli nodosi

arsi d'acqua e di sole
e sferzati dal venrto
che seminava
sabbia di deserto sulle messi

trascorrevo le estati
inseguendo
storie di principi e di eroi.

Sognavo ad occhi aperti
e sulle pagine
del lbro che leggevo
scorrevano come in un film
panorami nuovi ed esotici
e monti e mari
che con il pensiero trascorrevo.

Poi l'autunno insidiava i tramonti
di nuvolaglia sempre più fitta
fino a cedere il passo
al noto inverno e lungo
che faceva stragi
di illusioni e speranze.

A testa bassa

come i girasoli al trampnto
ciechi di troppa luce
ma pronti a girare di nuovo
attorno al sole
appena disegnata agli orizonti
dal nuovo giorno

incontro alla vta

Da "Rahal Mauth ed altre" di calogero resstivo
Il mo libro. it


mercoledì 1 maggio 2013

Rahal Mauth


                                           11  ( 14)

Intento ad inseguire sogni
ho incontrato la vita
che...

                                                      12 ( 14 )
con lusinghe e inganni
alternando voli leggeri
a rovinose cadute

come fa il vento
con le foglie morte
quando con sordi tuoni
e freddi lampi
inventa la tempesta

ha reso vani
desideri di ritorni 


                                  13   (14 )

Ora so che ti appartengo
come l'erba nata da zolle
dure come pietre
che cresce stentata
sui monti che ti comprendono

come i fichi d' india
selvatici ed incolti
lungo i tuoi stradoni polverosi

come le campane delle tue chiese
rauche sempre e stonate
anche quando suonano a festa

come i lunghi mesi d'inverno
ricchi solo di nebbia
che infradicia le ossa dei contadini
asserviti ad una terra
avara di raccolti
ma prodiga di sole e di promesse

come i tuoi campi
dipinti in estate del giallo
monotono ed intenso
delle stoppie riarse  

                                                     14  (14)

Di te ho nostalgia
delle tue strade polverose
dei tuoi vicoli silenziosi
stmpati nella memoria
come quadri preziosi
appesi alle pareti

e degli affetti che custodivi.


Da " Rahal Mauth ed altre " di calogero restivo
Il mio libro.it



                                  

martedì 30 aprile 2013

Rahal Mauth



                                                   9 ( 14 )

Certo era il sorgere del sole
a vincere le tenebre
e le primavere anticipate
dal fiorire di mandorli
giù nella vallata
quando sulla montagna
nubi danzavano ancora
al soffio anche violento
di venti di tramontana.

                                                     10 ( 14 )

C'era il sorriso di mia madre
quando stanco e deluso
ritornavo
nel chiuso della casa
a rinvigorire di speranze
le illusioni
che la vita ogni giorno annientava
come i fori di pesco
esposti ai raggi violenti
d'estivo sole di deserto.

Da " Rahal Mauth ed altre" di calogero restivo
Il mio libro. it


lunedì 29 aprile 2013

Rahal Mauth



                                                     7    (14 )

Quando d'estate
dai balconi della mia casa
osservo i tramonti
tinti di rossi accesi
che nemmeno nubi di passaggio
riescono a macchiare
mi sembra di riconoscere
quelli,
conservati intatti nei ricordi,
che bambino seguivo
con occhi incantati
fino agli ultimi orizzonti
dal dirupo" La guardia"

                                                8  (14 )

Invidiavo degli uccelli
che spiccato il salto
nel vuoto
planavano verso valle
in un volo
silenzioso e leggero
di piume sull'acqua
cullate da onde
appagate di moti tempestosi.

Da " Rahal Mauth ed altre " di calogero restivo
Il mio libro. it




giovedì 25 aprile 2013

Rahal Mauth



                                                               6   (14)

Mi hai regalato l'illusione
che al di là della gola
in cui le montagne
quasi si toccano

ferro di cavallo
posato su undeserto
di polvere e pietre

ci fosse il mare

fatto di porti
vivo di vele e di barche
cullate da onde ammansite
e gente dalla parlata esotica
 con cui inventare l'avventura.


Da " Rahal Mauth ed altre" di calogero restivo
Il mio libro.it

mercoledì 24 aprile 2013

Rahal Mauth



                                               4  (14)

Estati eterne
che annegavano
nell'afa e nella noia
ed inverni
che disegnavano
lacrime di umidità
sulle pareti di calce.


                                              5   (14)

Nelle notti
che i fulmini
fendevano le tenebri
con luce sinistra
e i tuoni ululavano
con voci di lupi affamati
non ti accorgevi
o non ti curavi

che abbracciato a me stesso
nel buio della mia stanza

tremavo di paura.

Da " Rahal Mauth ed altre " di calogero restivo


Il mio libro.it


martedì 23 aprile 2013

Rahal Mauth


                                                         3  (14)

In te ho vissuto primi sogni
primi amori acerbi
e delusioni
che bruciavano come ferri roventi
usati un tempo
per imprimere il segno del possesso
agli animali.

 Da " Rahal Mauth ed altre" di calogero restivo
Il mio libro.it

lunedì 22 aprile 2013

Rahal Mauth

   

                                                      2   (14)

Nella memoria
stampato è il ricordo

delle tue case di gesso
strette attorno ai campanili
come pecore negli ovili

del passo dei contadini a sera
gravi
della stanchezza di secoli

del sorriso della tua gente
amaro e disincantato
di chi tutto ha visto
e compreso

...e dei silenzi

da " Rahal Mauth ed altre" di calogero restivo
Il mio libro. it




domenica 21 aprile 2013

Rahal Mauth

                                       
                                                          I  (14)

Vorrei poter cantare
di tue limpide acque
che lambiscono verdi sponde
ed ombrose

di ruscelli garruli di pietre
e di ansia di ritorni
che sanno di neve
disciolta nel pugno

di castelli di fiaba
e di foreste fitte
che a stento il sole attraversa.

Ma so che sono desideri
che in visioni
il  sogno trasforma


Da " Rahal Mauth ed altre" di calogero restivo
Il mio libro.it.

giovedì 14 marzo 2013

S I L E N Z I



Sto

sotto un cielo
di un azzurro intenso
senza veli

aggrappato
come naufrago
al relitto.

Che non mi travolgano
i silenzi

Da " Senza un fil rouge" di calogero restivo
ERANOVA Editrice

S I L E N Z I

giovedì 21 febbraio 2013

S P A Z I


Presi dal desiderio di spazi
correremo a squarciare orizzonti
dilaniando la carne
contro i muri dell'impossibile.

Ci costruiremo passaggi
inviadiati e maledetti
da chi atrocemente
i morsi della paura conosce.

Il tempo che consuma illusioni
rinnegheremo
per vedere ardenti i roghi
preparati alla condanna
o la moltitudine di braccia
ghermenti le falde dei vestiti
o le bocche sdentate
e quelle di latte
chiederci di prenderli come discenti.

Poichè il desiderio di un eterno fallace
non ci tocca
tu ed io genitori
sgozzeremo la prole sul nascere
affinchè dopo di noi
altri inganni il tempo non maturi

Da "Sogni e Risvegli" di calogero restivo
Ed: Il mio libro.it

venerdì 8 febbraio 2013

Perchè amo la notte





E' COME  UNA'AMANTE PREZZOLATA

NON  HA  SEGRETI
NON HA FINGIMENTI
E' EFFIMERA COME L'ARIA

NON  CAMBIA COLORE
NON  DIPINGE  FALSI  PANORAMI
NON DIPINGE CASTELLI  DI FATE
NON DIPINGE
NON HA COLORI MUTEVOLI
Nè VOLTI
Nè VERITà NE MENZOGNE
A VOLTE SOGNI
SE LE NOTTI NON SONO INSONNI
DI AFA SUDATA.